Morena Sauvage ci racconta “Dominatrix” il suo EP di esordio nella musica indipendente

Music Factory
La prima piattaforma di Project Management Musicale ti aspetta! Scopri di più

L’album è nato dall’esigenza di partecipare in modo attivo al posizionamento della donna nella società.” Cosi, con questa determinazione, Morena Sauvage ha dato vita al suo primo EP di esordio nella musica indipendente, e non poteva non attirare la mia attenzione.

Ogni canzone rispecchia la libertà d’essere la donna che si vuole, quella libera, quella stanca della società, quella non più succube ma dominatrice, quella siciliana ribelle, la romantica ma frizzante. È lo specchio del burlesque in cui ogni donna può decidere d’essere chi vuole e come vuole ed ogni brano è pensato per tutte le sfaccettature. Il progetto discografico è nato dalla collaborazione con Saretto Emmolo (Arrangiamenti) ed è stato distribuito e promosso da Free Club Factory.

“Dominatrix” è uscito su tutti i digital store lo scorso 22 Settembre, riscuotendo un ottimo riscontro da parte del pubblico ascoltatore invogliandomi quindi a contattare Morena e di farmi raccontare come tutto ha avuto inizio. Ecco l’intervista completa:

Come nasce l’EP “Dominatrix”? Raccontaci il processo creativo.

Ho passato anni a cercare di creare un prodotto che potesse andare bene per tutti ma alla fine sono rimasta fedele alla mia vera vocazione, lo swing, jazz, il blues ed il burlesque.
Dopo un primo inedito “never forget” dalle sonorità blues ho capito di voler di più. Ho iniziato dagli stili del burlesque, avevo sempre difficoltà a trovare delle canzoni sulle quali cantare e ballare , ed ho voluto crearmele io unendo tutti i pensieri che avevo scritto negli anni.

Il progetto è durato un anno ma riodinare i pensieri e scriverli è stato veloce perché avevo trovato la mia strada. Ho seguito i musicisti nelle loro registrazioni in studio perché volevo che oltre alla struttura impostata mettessero la loro interpretazione e come tutto il filo che lega la mia arte, volevo si sentissero liberi. Ogni strumento è registrato live. Ogni brano ha la sua storia ed il fatto che siano generi diversi è il risultato di non voler scendere a compromessi commerciali ma dare adito alla vera essenza della musica che è libertà.


Quale messaggio vorresti trasmettere con questo album? Per te la musica è puro divertimento o ancora importante veicolo di idee?

Il messaggio è quello di sentirsi liberi di avere lo stato d’animo o il carattere che si vuole senza paura delle proprie fragilità o punti di forza. Il brano “Dominatrix” può dare l’idea di una donna forte, lungi dalla dominatrice dei luoghi comuni, bensì una donna che sa cosa vuole e che sa dire di no mentre il brano come “Let me dance” è l’opposto, una donna fragile e un po’ stanca di combattere che però trova la forza attraverso la musica ed il suo corpo. Da ciò dunque il messaggio di sentirsi liberi d’essere chi e come si vuole senza temere il giudizio altrui. La musica è un importantissimo veicolo di idee, ho iniziato a scrivere per aiutare o far riflettere chi mi ascolta, non sarò Madre Teresa di Calcutta ma un po’ nel mio cerco di farlo. Il dono della musica e delle parole va condiviso non tenuto per sé se può aiutare chi ne ha altri.


Come vedi il panorama burlesque e della musica indipendente in Italia, e in rapporto a quello internazionale?

Il panorama burlesque in Italia ad oggi è un po’ limitato. Mi spiego,  si è partiti da un’idea di burlesque e varietà con spettacoli come “Il bagaglino”  in cui l’Italia era riconosciuta come una delle case di tale intrattenimento ma ciò si è perso nel tempo con l’avvento dei talent e talk show.   Molte colleghe compresa io per essere riconosciute dobbiamo andare all’estero. Per cui il problema non sono le performers o il burlesque ma il poco spazio che l’intrattenimento italiano dà a quest’arte. Diversa è la realtà anche in Europa stesso come Berlino, Parigi, Londra, in cui oltre ad esserci teatri adibiti solo al burlesque anche in televisione si hanno programmi dedicati.

La musica indipendente in Italia è sicuramente più libera di quella imposta dalle Major in cui conta più il personaggio che la propria attitudine musicale. Spesso grandi artisti rimangono piccoli, notoriamente parlando, perché rimangono fedeli a ciò che sono ma sono fiduciosa che in futuro qualcosa possa cambiare e ammetto che la nicchia gratifica di più. Poi mai dire mai.

Raccontaci un po’ di te e della tua esperienza soffermandoti su come sei riuscita ad unire i due lati artistici della cantautrice e della performer.

Da adolescente essendo cresciuta in fretta e avendo molte responsabilità, rimanevo a casa a studiare le performances di Beyonce o Christina Aguilera, da lì iniziai a studiare la danza ed il canto . Ogni volta che da piccola salivo sul palco oltre cantare sentivo l’esigenza di creare una coreografia. Con lo studio del jazz , la curiosità di conoscere cosa c’era attorno era forte e scoprii il burlesque. Era ciò che cercavo. Iniziai a rileggere i pensieri che scrivevo e trasportarli in musica creando in seguito delle coreografie di burlesque. Mia ispirazione fu Rita Hayworth. Ogni volta che partecipavo ad un contest di burlesque perdevo più tempo a cercare una canzone poco utilizzata che a crearne il vestito. Ho deciso dunque di creare io stessa delle canzoni in cui potevo esprimere il mio pensiero e unire l’arte del burlesque. Cantautrice e performer per me vanno di pari passi, l’una non potrebbe esistere senza l’altra.


“Dominatrix” parla di donne e di rivincita: quale tematica legata all’universo femminile vorresti lasciarti alle spalle con il nuovo lavoro e quale invece vorresti portarti dietro?

Guardo al futuro ed al passato allo stesso modo. Senza le battaglie che ho vissuto non sarei potuta essere chi sono oggi. La tematica che vorrei lasciare alle spalle è sicuramente quella di non fare e non agire  perché non è giusto per la società, quella costrizione di auto-imporsi come si deve essere per piacere o per sembrare la donna perfetta.

Ciò che porterò avanti invece è di ascoltare davvero se stesse e non badare troppo a ciò che impone la società o ai suoi giudizi perché raccontare la verità e sentirsi liberi di esprimersi è ciò che manca alle donne  ma anche agli uomini, oggigiorno.

“Whatever Lola Wants” uno dei brani più ascoltati dell’artista

Ringrazio di vero cuore Morena Sauvage, ha permesso a me, ed a tutti voi lettori di entrare nel suo mondo artistico a 360 gradi.
Per scoprire di più sull’artista potete visitare i seguenti link:
Canale Youtube
Facebook

Buon lettura e buon ascolto.

Iscriviti alla nostra newsletter

Iscriviti per rimanere aggiornato su tutte le nuove uscite e per non perderti nemmeno un articolo dei nostri autori! Basta solo la tua mail!

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Music Factory
La prima piattaforma di Project Management Musicale ti aspetta! Scopri di più