Alla scoperta del polimorfo talento di LiUK

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LiUK è un rocker, e si sente: uno che nella vita di palchi ne ha visti eccome, e che non smette di divertirsi a saltellare da un singolo all’altro senza paura di cambiare, ad ogni nuovo viaggio, meta e destinazione.

Perché, si sa, in questo gioco difficile e ricco di insidie che è la musica, più che mai diventa centrale calibrare il senso del tutto sul processo piuttosto che su un obbiettivo da perseguire, che finisce spesso con il diventare vincolo e trappola per la creatività: LiUK sembra aver capito perfettamente questo concetto, al punto tale da non riuscire più a smettere di sparigliare le carte ad ogni nuova pubblicazione, rivelando una stravolgente consapevolezza nella gestione di più linguaggi, di più canali espressivi.

Ecco perché, dopo “Ti cerco sempre”, abbiamo deciso di fargli qualche domanda: non tanto per capire chi sia LiUK, ma sopratutto per scoprire chi sarà.

LiUK, bentrovato su Indielife. Numerosi singoli pubblicati, ma ancora nessun album: che si stia avvicinando quel momento? Oppure sei incentrato su un’idea di comunicazione più “veloce”, più “rapida”?

Ciao! Domanda interessante…e se ti dicessi che si sta avvicinando il momento dell’album? Oppure no? Chi lo sa…

Ti cerco sempre” è una ballad malinconica e allo stesso tempo sgargiante, che prova a fondere insieme l’accettazione del passato e la voglia di un futuro che non può prescindere dalle persone che amiamo. Come nasce il brano?

Il brano nasce in una serata nel mio piccolo studio casalingo. Stavo improvvisando perché avevo in testa la melodia del ritornello…ed eccolo lì, pronto per essere utilizzato! Ho contattato subito il mio amico e collaboratore SteM e abbiamo deciso di lavorarci su. E adesso siamo qui a parlarne…vuol dire che è andata bene?

Il tuo è un pop che nasconde, pur nella sua immediatezza da “hit”, delle trame che rimandano alla canzone d’autore. Quali sono gli ascolti che hanno guidato la tua scrittura?

Cerco di rinnovarmi ogni volta, senza perdere di vista tutto il bagaglio di esperienze che mi hanno lasciato i grandi cantautori del passato. Non potrò mai avvicinarmi minimamente ad un Battisti, De Andrè o Dalla… posso però creare di un mix tra il passato e il presente, all’interno del quale provo a inserirmi creando il mio stile, spero, originale.

Sei un artista indipendente che nel tempo è stato capace di districarsi nella selva oscura del mercato discografico: quali sono le difficoltà più grandi che hai incontrato, e quali invece i vantaggi della tua indipendenza?

La difficoltà sta sempre nello sgomitare con tutti gli altri artisti per poter dire al mondo “Hey, ci sono anche io! Ascoltatemi!”. E siamo tantissimi, quindi non è per niente facile. Il vantaggio può essere quello di poter seguire il proprio istinto su ciò che voglio fare della mia musica, senza imposizioni dall’alto.

Il tuo mezzo vocale sembra essere stato temprato da un percorso lungo e fitto, fatto di palchi e sacrificio. Quali sono le esperienze che maggiormente hanno segnato la tua crescita?

Per anni ho seguito lezioni di canto, le quali mi hanno aiutato ad uscire dai miei limiti, sia vocali sia riguardanti le performance…anche se alla fine sono state le esperienze live, da solista o con le band, a costruire l’artista e ad aiutarmi a crescere ogni giorno sempre più.

LiUK, siamo al momento dei saluti! Quando potremo ascoltarti dal vivo? Hai in programma qualcosa per quest’estate?

Come dico sempre anche sui social…LiUK is coming…! Rimanete sintonizzati…

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