Le “lingue” e un modo di esprimersi

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Novembre 2016: cinque ragazzi aquilani decidono di voler spiccare il volo e così inizia un progetto  musicale che porta all’uscita dell’ep autoprodotto “Neve”; seguono concerti e la scelta di un nome parlante: lingue.

Le lingue: Federico, Marco, Andrea, Valerio e Luca.

Abbiamo deciso di ascoltare il loro nuovo singolo “Umani” ma anche ciò che hanno da dire.

Partiamo dal nome: come mai questa scelta?

Nasce alle superiori ed in origine era  “lingue sciolte” da amici di Federico (voce), da poco siamo LINGUE e basta.

 Di cosa parla la vostra musica?

Di noi cinque sulla terra o altrove ma anche della musica stessa.

Vi affacciate al mondo indie pop italiano anche con l’apertura di concerti di artisti affermati. Come si può coinvolgere un pubblico sempre più esigente e informato?

Difficile rispondere, cerchiamo di fare le cose come ci piacciono. Forse.

Il vostro ultimo brano “Umani” è malinconico ma dal tono consolante: cosa volete esprimere?

Della perseveranza, del provarci sempre e reagire, superare se stessi fermandosi a pensare.

Su cosa si basa la crescita artistica di una band?

Sicuramente sulle ore in sala prove  a ricreare il suono che abbiamo in mente. Ma quello in cui crediamo di più sono le birre la sera e i vetri rotti.

In che modo i social influenzano il percorso di un artista emergente?

Fondamentalmente sono le nuove strade per il palco.

Aspettiamo l’uscita del vostro album, un lavoro prodotto da Marco Di Nardo dei Management. Uno spoiler per Indie Life?

Ma che siamo pazzi?!

Nell’attesa “regali” in arrivo.

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