“Canguro”: il nuovo vibrante singolo di Fulminacci

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“Canguro” è il titolo del nuovo singolo di Fulminacci, al secolo Filippo Uttinacci, classe 1997.
Il brano esce il 9 settembre 2020 e, già dal primo ascolto, suggerisce una crescita artistica significativa dell’autore.
Sì perché il cantautore romano, seppur abbia una carriera artistica davvero giovane alle spalle, ha già uno stile proprio, originale e riconoscibile che qui pare sferzato da qualcosa di nuovo e per certi versi destabilizzante.
La linea melodica prima di tutto che risulta ritmata, ruvida, sporca e non adagiata sul solito tappeto di arpeggi morbidi e voce calda. La voce, per l’appunto, è più dura, inquieta, ispessita dalle consonanti pronunciate con marcato accento romanesco. Infine la struttura del brano è davvero insolita: lo schema è composto da strofa/pre-ritornello/ritornello/strofa/pre–ritornello/ritornello/ponte/pre-ritornello/ritornello/outro (identico al ponte).
Dunque, se il brano appare già dall’inizio come diverso dalle altre canzoni dell’autore, andando avanti nell’ascolto, risulta diversificato anche al suo interno. Le varie fasi della struttura, infatti, sorprendono continuamente per le loro sonorità insolite, che conducono verso un finale totalmente imprevisto.
Strofa e pre-ritornello vibrano di una certa inquietudine, seppur inseriti all’interno di codici noti e rassicuranti, nei quali si riconosce l’influenza di diversi artisti della scena pop e indie contemporanea. Il ritornello, invece, è più potente, audace, elettronico e con un ipnotico e seduttivo suono a calare che verrà risollevato solo sul finire del brano, attraverso un finale strillato, schitarrato, elettrico ed effettato a puntino.
Tanto rumore, tante sorprese, tante evoluzioni per il giovane (ma molto maturato) Fulminacci che, ancora una volta, dimostra di avere un talento compositivo e artistico davvero furi dal comune, nonostante sia forte e chiara la sua riconoscenza alla tradizione del cantautorato italiano degli anni 70 e 80 che oggi lo colloca perfettamente sulla scena elettro-pop-indie attuale.

Anche il testo ha le sue particolarità rispetto alla poetica tipica dell’autore. Fulminacci si é dimostrato fin da subito un maestro della parola con frasi ad effetto ben combinate tra loro, in un crescendo artistico ed emozionale molto intenso. Qui manca quel linguaggio romantico, esatto e figurato, le metafore, i riferimenti calzanti e i simbolismi, quel tratto così microscopico, perfettamente inserito nei fatti semplici della vita giovanile nella periferia romana eppure così tremendamente universale, per lasciar spazio ad espressioni sboccate e sbottate con rabbia, apparentemente sconnesse.
Il cantato infatti è piuttosto spavaldo sia nel suono che nel contenuto. C’è una certa sfrontatezza che non consente di cogliere immediatamente i contenuti del brano (rabbia? Amore? Paura? Conflitto? Verso chi?) il quale, per questo, può apparire superficiale.
Eppure, dopo diversi ascolti, si comprende quanto la struttura altalenante del pezzo (sia dal punto di vista musicale che del testo) segua esattamente il passo del canguro che, ad ogni salto, procede verso il basso per poi slanciarsi di nuovo in alto.
In sintesi si può affermare che “Canguro” funziona. Conquista al primo ascolto, incuriosisce al secondo, sorprende ai successivi. È un brano coraggioso in cui l’autore rivela dei nuovi aspetti di sé che, forse, come afferma sul finire del brano, sono la sua vera natura.
L’invito dunque è quello di ascoltare e riascoltare il brano e di lasciarsi stupire, ancora una volta, da uno degli autori più giovani eppure tra i più sorprendenti e promettenti del panorama musicale attuale.

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