La vertiginosa crescita dei Rojabloreck

I Rojabloreck, posso dirlo finalmente con un misto di orgoglio e ansia di confessione, li ho visti crescere: da quando saltellavano sui palchi di mezzo Nord Italia vestiti in modi assurdi (ai limiti dell’osceno, per questo li adoro) a quando hanno cominciato a saltellare anche al Sud Italia sempre vestiti in modo assurdo (a quel punto, con il passare del tempo, andando ben oltre il limite dell’osceno) fino ad oggi, che hanno deciso di vestirsi bene – ma solo ad un primissimo, distratto sguardo – per presentare al mondo discografico “Decisioni Meteo”, l’ingresso a gamba tesa dei Rojabloreck sugli stinchi del nuovo pop, dei cospirazionisti, dei venditori di fede e in generale di tutti noi, che almeno una volta nella vita ci siamo lasciati andare (e con che gusto) al facile giustizialismo da social network.

“Decisioni Meteo” aggancia la realtà e la trasporta, in tutta la sua isteria, all’interno di una struttura musicale a metà tra la cavalcata di ironmaideniana memoria e la micro-suite barocca, in pieno gusto “progressive”: la chitarra si fa strada a colpi di riff tra le trame fitte disegnate dalla scrittura tastieristica, permettendo al “montaggio” isterico operato dalla voce di articolarsi in piroette virtuose collegando, attraverso il fil rouge della detonazione di senso (immanente, perché il senso sta proprio nel disegno totale del melpot di situazioni e “sentenze” descritte), bufale, calunnie di leoni da tastiera, alibi inesistenti di complottisti per professione.

Dentro “Decisioni Meteo”, insomma, c’è uno spaccato di realtà ben preciso, che riporta a galla l’involuzione (nemmeno troppo sommersa) dell’individuo, a cui l’isteria pandemica ha sicuramente insegnato a nuotare tenendosi ben sopra la superficie del sommerso; nell’era della bugia istituzionalizzata, i Rojabloreck scherniscono il presente con la lama dell’ironia, nascondendo dietro al sorriso beffardo del giullare tutta la frustrazione del Rigoletto, tutta la forza detonante dell’anarchismo naturale.

Insomma, per me, che come ho detto “li ho visti crescere!”, in “Decisioni Meteo” c’è tutto il capitale umano e artistico necessario a credere che i Rojabloreck, questa volta, sapranno arrivare dove meritano, da troppo tempo, di arrivare. In primis, passando per le vostre orecchie e per quelle di chi, come noi, crede ancora nella necessità di un pubblico che si faccia emergente, per una musica che possa finalmente emergere.

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