“Niente non rimane niente”, intervista a Salvatore Maria Ruisi

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Niente non rimane niente, questo è decisamente il motto di Salvatore Maria Ruisi, cantautore siciliano, che ha debuttato con il suo primo album prodotto da Fabio Rizzo e Donato Di Trapani e inciso presso lo studio di registrazione di Palermo INDIGO STUDIOS, chiamato proprio “Niente non rimane niente”. Ci siamo fatti quattro chiacchiere. buona lettura.

Ciao Salvatore, benvenuto ad Indielife.it! Raccontaci un pò, senza pensarci troppo quali sono le sensazioni che ti scorrono dentro ora come ora?
“Ciao e grazie per la vostra preziosa attenzione sul mio primo lavoro discografico. L’uscita del mio album d’esordio è stato un momento davvero emozionante e che ho atteso da tanto tempo. Ci ho lavorato quasi due anni, con qualche pausa di troppo dovuta alla pandemia ma adesso mi sento un vulcano in piena voglioso di condividere presto il lavoro svolto in studio e a casa, tra la gente nei prossimi Live”.

La copertina di “Niente non rimane niente” l’album d’esordio di Salvatore Maria Ruisi

Il disco d’esordio, è un po’ come il primo amore, decisamente non lo si scorda mai. Cosa ti porterai per sempre con te di questa esperienza?
“E’ si è proprio cosi, e come sempre i primi amori sono un po’ sofferti e al tempo spesso spensierati. Si possono magari commettere degli errori ma fa parte del gioco, soprattutto nei debutti e la consapevolezza di non essere mai arrivato mi aiuta a crescere e a ricercare sempre qualcosa di nuovo. Il mio album è interamente autoprodotto, e l’ho potuto realizzare grazie all’affetto e al sostegno di tanta gente tramite una raccolta crowdfunding. Da solo e con la collaborazione di amici e di professionisti sono riuscito a realizzare questo primo passo importante, augurandomi che sia il primo passo di un cammino ricco di amicizie, collaborazioni, interesse e magari con il supporto di una struttura alle spalle che mi aiuti in questa crescita e in questa mia personale ricerca artistica”.

Parlaci un pò di come è nato il progetto e la collaborazione con i due produttori Fabio e Donato?
“E’ stato un onore e un privilegio poter realizzare il mio album presso gli Indigo Studios di Palermo. Tutto è nato quando nel 2018 ho partecipato ad Areasanremo, avevo bisogno di incidere il brano da presentare al concorso e ho provato a contattare timidamente Fabio Rizzo, che già comunque conoscevo. Da subito, lui e l’intero team di Indigo, si sono mostrati disponibili e da lì è partita la programmazione e la collaborazione artistica di tutto l’album. Di loro oltre all’immensa professionalità e la meravigliosa e contagiosa voglia di fare musica mi ha colpito l’approccio amichevole e umile che hanno nei confronti di artisti emergenti e alle prime armi come me, nonostante la loro navigata esperienza nel mondo della musica. Mi sono sentito a casa e ascoltare i loro consigli e lavorare al loro fianco è stata per me una grande opportunità che porterò sempre dentro di me.”

Fortunatamente adesso, si sta tutto sistemando pian piano, e l’incertezza che ci ha tartassato questo ultimo anno e mezzo sembra svanire. Affrontando questo lungo stop lavorando al disco, quali sono state le paure più grandi?
“Tutte le aspettative che avevo per il lancio dell’album sono svanite con la pandemia. Adesso è vero, sicuramente il settore musicale sta ripartendo ma questo lungo digiuno ha affamato tutti, piccoli e grandi artisti. La voglia di tornare è grande per tutti ma non tutti hanno gli stessi mezzi. Basta guardare i cartelloni dei vari festival estivi che propongono, più o meno, tutti gli stessi nomi. Gli spazi sono diminuiti e questo agevola chiaramente chi aveva già un nome o una grossa etichetta alle spalle. Per un emergente, per un Sig. nessuno, forse questo non è il periodo migliore. Credo sia questa la mia paura più grande: di non avere le giuste opportunità o di non trovare lo spazio giusto per proporre e promuovere al meglio la mia musica, dopo aver lavorato tanto, sudato e sacrificato tutto per il mio album”.

Il video ufficiale della titletrack “Niente non rimane niente”

Raccontando il disco, parli di obiettivi e traguardi che rimangono solo piccoli attimi di felicità, mentre quello che resta realmente è solo l’amore puro, vivo dentro ognuno di noi. Questo è un pensiero che condivido in pieno e su questo hai basato completamente il concetto del disco. Ad oggi, cosa conta di più per te?
“Parlo di ciò che ho vissuto e di ciò che penso. Ho cercato di farlo nel modo più sincero possibile, anche al costo di contraddirmi in ciò che sono. Sono sempre stato un sognatore, i sogni sono sempre stati il motore propulsore di tutto quello che ho realizzato nella vita ma anche di quello che non sono riuscito a fare. Mi fanno sentire vivo ed è quello che auguro da padre alle mie figlie, di non smettere mai di sognare, anche quando si cade, anche quando si è in cima. La cosa che conta di più per me è dare a loro i mezzi veri e sinceri per sognare”.

Come al solito, lascio sempre carta bianca all’artista nell’ultima domanda. Dicci tutto quello che vuoi, nel mentre, ti saluto e ti faccio i miei più vivi complimenti ed invito tutti i nostri lettori a scoprire di più della tua musica. Grazie. 
“Grazie di cuore a voi. Posso concludere dicendo che comunque andrà, niente non rimane niente”.

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