Il Jova Beach cartaceo

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salone internazionale del libro jovanotti poesie da spiaggia indielife.it

Dopo essermi riuscita a divincolare tra la folla urlante delle sostenitrici più accanite di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, giovedì sera sono riuscita a prender possesso del mio posto all’incontro al Salone Internazionale del Libro con quest’ultimo e Nicola Crocetti. I due amici da anni ormai e sostenitori del reciproco lavoro hanno dato vita ad un progetto molto interessante: una raccolta antologica di poesie, scelte dai due autori per dare più spazio ad un genere spesso bistrattato senza apparente motivo.

jovanotti poesie da spiaggia indielife.it

Genesi del libro

L: ”La poesia è concreta, è una cosa che c’é e alcuni uomini e donne la estraggono e la mostrano in maniera perfetta. Ma è una perfezione non statica, perché non ha una forma aurea.

Sono sempre stato lettore della rivista di Crocetti, l’ho intercettata ai tempi spinto dalla mia curiosità. Alle scuole mi annoiava un po’ la poesia, però quando ho iniziato a scrivere canzoni ho dovuto anche incominciare a rubare tutto quello che avevo intorno, e da lì è nato il io incontro con questa forma d’arte.”

Poi parla dell’incontro con Nicola

L: ”Io l’ho cercato, come un allievo che si rivolge ad un grande maestro. Ci tengo a precisare che Nicola Crocetti é greco (madrepatria della poesia).
La mia vita è stata costruita interamente su avvenimenti che mi capitavano. Per me é stato sempre un inciampo, ma mi ci sono sempre messo nelle condizioni e l’ho sempre accettato. Non si esime da ciò questa raccolta, tra di noi si è creata infatti una bellissima sintonia. Ci siamo confrontati, alcune nel corso dell’opera le abbiamo anche cambiate ed alla fine è uscita questa bella playlist: sono state 50 scelte da lui e 50 scelte da me.
Mi piace definirla una antologia di poesie, una scelta, un fiore composto da vari petali. Hanno tutte un filo conduttore: come l’uomo si pone di fronte alle cose e difficoltà di tipo interno. Alla fine queste poesie rivelano come in realtà l’incontro artistico si trova sempre a metà strada con il mondo.”

Successivamente ne sono state lette tre, una da Lorenzo, una da Nicola ed una da Valeria Parrella, scrittrice che mediava la conferenza. In ordine di lettura:

Il porto di Antonia Pozzi
Itaca di Konstantinos Petrou Kavafis. Di cui consigliano di sentire anche la lettura di Sean Connery:

Ed infine il Brano dal mio testamento di Kriton Athanasulis
su cui Lorenzo ha detto: ”A proposito del Brano dal mio testamento, lui non ha mai avuto figli per cui è un testamento morale.
A me piace perché si conclude con la parola nuove.”

ll Salone del libro é il Sanremo della letteratura – Jovanotti

Molto importante il fatto che sono citati anche i nomi dei traduttori, ma altro non potevamo aspettarci da qualcuno che per anni e anni ha ricoperto quel ruolo.
N: ”Secondo me si impara anche a tradurre le poesie. E non è detto che i poeti siano i migliori traduttori per le poesie. Ci sono poeti che sono traduttori pessimi e traduttori non in grado di scrivere nemmeno un componimento. Nella mia lunga carriera ho anche imparato una cosa fondamentale: le traduzioni sono sempre migliorabili.”

Lorenzo a quel punto scherza sul fatto che lui forse ha sempre letto le sue migliorabili. Parlando di traduzioni è venuto a galla anche un tema speciale: quello delle rime.

L: ”Per me sempre un po’ un mistero capire chi è un bravo traduttore, perché a volte addirittura le rime mancano.”

N: ”E’ una impresa quasi impossibile riprodurre una poesia in rima anche nella tua lingua. 4/10 ci riesci, ma l’importante é tradurre fedelmente non in rima. Esercizio della traduzione ti porta a cercare la parola più esatta anche in base alla tua conoscenza e alle tue esperienze, per questo dico che sono sempre migliorabili.”

Contatto tra poesie e canzoni

L: ”Si lavora sempre con le parole e la metrica é fondamentale. Spesso io parto proprio dalla metrica. Alcune volte mi esercito con sonetto o ottava riga, la rima é un buon strumento perché ti aiuta e ti fa cercare parole. Ci sono anche canzoni capolavori senza rime, tipo il cielo in una stanza di Gino Paoli.

La rima da anche autorevolezza alle cose, pensate semplicemente a ”rosso di sera bel tempo si spera”. Tu ci credi anche se non è vero, lo prendi in parola. Sono affascinanti, ai bambini insegni le cose in rima infatti. Ed è poi anche ritmica, per me mi ha salvato perché mi ha dato una strada e mi ha aiutato visto che ero ipercinetico.”

N: ”Aiuta anche molto la memoria, per questo è un linguaggio che spazio dai bambini agli adulti.”

Quanta poesia c’è nella canzoni di Jovanotti?

N: ”Tanta. Sono due cose totalmente diverse alla base, ma se uno come Jova ama la poesia da quando é ragazzo e ne ha lette di più di certi poeti, poi in quello che fa ci sono per forza le influenze, si vedono e si sentono.”

L: ”Però quando mi accorgo di fare troppa poesia butto via, perché non si devono troppo contagiare, le grandi poesie le porti dietro senza leggerle, la musica invece la devi ascoltare sempre. La poesia é forma nuda e pura, non ti serve un sostegno, ti basta ricordarla per farti suscitare subito emozioni.

Poi ci sono brani che riescono ad essere entrambe le cose. In questo libro ad esempio c’è anche la canzone Conosco delle navi che leggendola sta in piedi anche da sola. Se penso al Cantico delle Creature idem, Frate Sole e Sorella Luna la possiamo considerare tra le prime canzoni pop. Memoria e rassicurazione si legano molto tra loro e poi te le porti dietro tutta la vita.”

Jova beach e il Futurismo

L: ”Il titolo é nato prima di tutto, é molto accogliente e mi piaceva le copertine di Nicola sono eleganti ed iconiche. Già solo la copertina mi sembrava un quadretto, una cosa alla Duchamp, un’idea pop. Nel mio immaginario vedevo questa situazione qui: in spiaggia, questa estate, in mezzo al delirio dei concerti tra panini e birre si trova un libro di poesie. C’è prologo formato dialogo con Cantico dei Cantici, mi piaceva perché leggera senza essere superficiale .

A proposito di Duchamp voglio raccontarvi questo: quando facevo liceo scientifico una volta appeso sul corridoio lessi che il prof bruschi organizzava un seminario futurista. Senza sapere cosa fosse esattamente mi sono iscritto ed ho vissuto per un anno intero ad organizzare una serata futurista come loro. Fu la prima volta che sentivo prima la parola significante che significato, e il concetto del rumore delle parole mi ha segnato. Ai tempi c’era anche Proietti in TV che lavorava un po’ sui suoni del futurismo, insomma è una cosa che mi porto dentro da quei tempi.

Il Futuristico lo amo ancora, vado a vedere mostre a Parigi e New York appena ne ho la possibilità. C’è stato momento in cui non si poteva parlare perché questa corrente c’entrava con il ventennio. I Futuristi avevano idea del futuro sbagliata ma viva. Quella emozione che loro identificavano con la macchina era bella, era un bisogno di muoversi.”

N:”Potevamo mettere la Fontana Malata
L: ”Vuol dire che ne faremo un altro”

Alla domanda che cosa è capitato di strano a Crocetti da quando lavora con Lorenzo hanno risposto:
N: ”Da quando esco con Jovanotti si fanno vive fidanzate che non si facevano sentire da quaranta anni”
J: ”Questo si chiama rock’n’roll

La poesia per Jovanotti

Si finisce infine col tornare alla tematica principale di questo incontro: la poesia.
N: ”Poter offrire queste cose rare e preziose ai giovani é bello, anche perché tanta gente scrive poesie e poi pochi ne leggono. Va beh, è anche vero che oggi vanno a capo ogni tanto e si credono grandi poeti. Ma comunque scrivono.”

Per Jovanotti la poesia circola e si muove.

L: ”Mi piacerebbe che ci fosse uno spazio dedicato a lei nelle librerie, perché ha un vantaggio fondamentale nella cultura odierna: é rapida. Vorrei avere la poesia che mi cerca, mi ci voglio capitare.
N: ”La poesia fa miracoli: una volta un mio amico scalatore in cima alla montagna ha trovato scritto su una roccia Per favore, leggete poesie.
Ho anche un altro racconto miracoloso. Quando usciva la mia prima rivista mi è capitato un giorno di ricevere una lettera scritta a mano; Dalla calligrafia e dalla grammatica si capiva che si trattava di una persona non tanto istruita. La lettere recitava: sono un edicolante di Catania, poiché immagino costi fatica fare questa rivista vi voglio aiutare allora io. Aveva fatto riprodurre il logo delle raccolte di poesie a sue spese e sparse per tutta l’edicola! Mi inviò anche un paio di foto come prova.”
L:”Pensa, magari un ragazzino ha preso questa rivista con le poesie in quell’edicola e gli ha cambiato la vita.
Io sono molto fiero di questo libro e posso dirlo senza vergognarmene anche perché non l’abbiamo scritto noi in questo caso, viaggiamo sulle spalle dei giganti, facciamo i DJ di poesie. Sono contento che la poesia circoli ed io contribuisca nel farlo. Con i dischi invece c’è sempre un po’ di imbarazzo perché sono io a scriverli”

Infine ho provato anche io a farmi firmare una copia ma niente a fare: non puoi farci nulla contro il grande fanbase fedele e caloroso del grande Jova (Va beh ce faremo una pizza Lore prima o poi).

Bianca Cela

incontro al salone del libro jovanotti indielife.it

Il più grande spettacolo dopo il Big Bang

https://www.ibs.it/poesie-da-spiaggia-libro-vari/e/9788883063558

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