Esce oggi “Nostalgico” il primo singolo di Monorene

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L’estate è un periodo di transizione che si ricorda con nostalgia all’arrivo dell’autunno. Questo è lo stato d’animo di cui ci parla Gianmarco Cannone, in arte Monorene, con il suo primo singolo Nostalgico prodotto da Matilde dischi all’interno del progetto Maionese project. Ho colto l’occasione dell’uscita del singolo per conoscere Gianmarco sia come artista che come persona in una breve intervista su Skype. Enjoy!

Chi è Monorene e da cosa deriva questo nome inusuale?

Gianmarco Cannone è un giovane artista di origini pugliesi che ha cominciato la sua carriera molti anni fa nell’ambito della musica classica, dietro un pianoforte “Ero chiuso in quell’accademia” dice Gianmarco “e mi sentivo da Dio. Poi ho scoperto che la strada è un’altra cosa. Magari vai a suonare in un posto dove la gente non ti fa l’applauso perché non stai facendo il saggio di scuola e quindi cominci per davvero a capire cosa significa suonare per chiunque”.
Gianmarco prosegue dicendo: “É molto facile capire da cosa deriva. É una cosa che ho sempre tenuto nascosto. Sono nato monorene e di questo non parlavo mai con nessuno. In realtà non è nulla di così strano. Io ho deciso di sfidare me stesso e i miei genitori e ho detto <<Io sono Monorene>>”.

Monorene, Foto di Vanessa Francia ph

Quali sono le tue esperienze?

“In Puglia ho avuto la fortuna di entrare in una cover band di trash italiano e reggaeton. Poi mi sono detto: io voglio fare musica mia, voglio gli applausi per una cosa che scrivo piuttosto che suonare Raffaella Carrà”.
Tra le tante esperienze Gianmarco ha cantato in diversi cori che lo hanno portato su grandi palchi della musica tra cui Sanremo nel 2017! Anche se lui preferisce raccontarsi così: “Ho suonato in una cover band, faccio reggaeton.” Inoltre nessuno sapeva della sua partecipazione ad eccezione dei genitori: “Non so spiegarti come mio padre è impazzito, si è messo in ginocchio sotto la tv dicendo <<Quello è mio figlio!>>. Mi ha fatto molto piangere ma mi ha fatto capire quanto è importante la tv”.

Quali sono i tuoi riferimenti musicali?

“Non ho un genere musicale che preferisco.
Uno può dire <<Se fai questa musica ascolti indie-pop quindi Gazzelle, Frah Quintale…>> sì, li ascolto, ma sono anche molto legato alla musica soul, funky, RnB che in Italia è ancora un po’ più di nicchia, artisti come Ainé, Davide Shorty, i Concerto. Non è detto che quello che fai è solo quello che ti piace. Cerchi il modo più facile, la maniera più semplice, per dire quello che vuoi dire e lo fai come ti viene.”
Niccolò Fabi lo sento come un papà della musica, ho sempre sognato che lui possa essere mio padre”. Riguardo le collaborazioni Gianmarco dice: “Mi piacerebbe collaborare con Frah Quintale, con Ainé, queste robe di nicchia. Grandi collaborazioni è un’altra roba, direi Jordan Rakei, Tom Misch e Jorja Smith”.

Parliamo del tuo singolo: perché “Nostalgico”?

“La parola Nostalgico dà quel brivido che penso tutti abbiano provato. Nel testo dico <<I capelli lasciati in macchina dopo una serata>>, i ricordi stupidi, tutte quelle sensazioni che quando finisce tutto rimangono così impresse che ti domandi <<era così bello, perché è finito?>> quindi c’è una nostalgia particolare, un po’ strana che ti lascia con i brividi addosso, che non riesci a dormire la sera.”

Gianmarco prosegue dicendo: “Ho abbinato il testo a una musica più fresca, come se quei ricordi diventassero qualcosa di bello che ti rimane, non più l’ossessione ma un qualcosa che ti lascia felice, tranquillo” sono queste le parole di Gianmarco per descrivere il suo primo singolo risultato del lavoro arduo insieme ai musicisti di Gazzelle, Claudio Bruno e Gabriele Roia. I ragazzi sono stati contenti quando li ho fatti sentire i miei brani e mi hanno detto <<Vogliamo aiutarti>> e ho lavorato con loro”.

Qual è il significato della boccia di vetro nella copertina del singolo?

“Ci abbiamo giocato molto, con Francesca Cascella che mi ha aiutato nella scenografia del video girato in due giorni con Goofy, il gruppo di ragazzi che mi ha aiutato per il video. La boccia si collega a un pesciolino rosso che abbiamo utilizzato. Magari tutti i romani penseranno a Boris, io manco l’ho guardato.” Gianmarco continua dicendo “è molto carina l’idea di collegare questo pesciolino rosso a una persona che rimane da sola con lui e tutte le cose che fa, dal risveglio alla doccia, sono accompagnate dalla figura di questo pesciolino. É molto internazionale come fotografia, come immagine”.
“Nella copertina c’è una boccia vuota con un occhio che riprende un po’ la forma di un pesciolino come se questo mancasse, quindi la nostalgia di qualcosa che manca”.

Ci sarà un album?

“Mi fa paura parlare già di un album, vorrei farmi conoscere a pezzettini. In cantiere c’ho già un po’ di canzoni. Magari dopo il 3 singolo faccio uscire un ep di 5 canzoni contenenti già quelle 3″. In questo periodo post lock-down e con le limitazioni imposte purtroppo anche nel settore della musica, è difficile poter parlare di esibizioni live o di pubblicazioni di album. Gianmarco spiega il suo punto di vista:
“Io non voglio rischiare, anche perché sono emergente, di far uscire un album che dopo un mese magari la gente si dimentica perché è bombardata da così tante di quelle cose. Aspetto, faccio le cose con calma, tanto le mie aspettative sono tranquille. Ovviamente se succede qualcosa di grande sono super felice, sono il primo a dire <<Grande, sticazzi, so’ forte!>>”.

Adesso tocca a voi! Ascoltate Monorene, lasciatevi trasportare dalla nostalgia!

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