Colapesce e Dimartino al Locus Festival – impressioni di un’ascoltatrice

13 Agosto, Locorotondo: il mio primo concerto post lockdown.

Cielo terso, location suggestiva, minuti interminabili di attesa: sono al Locus Festival per il mio primo concerto live post-lockdown.

Racconterò le mie personali impressioni della serata.

Dopo mesi di interviste in diretta Instagram, ho aspettato intrepidamente il momento in cui avrei potuto ascoltare musica dal vivo. Perché diciamolo: ascoltare esibizioni attraverso uno schermo è alquanto emozionante; ma ritrovarsi nella dimensione live, con le suggestioni scaturite dalla circostanza, apparentemente surreale, non ha prezzo.

Ebbene, dopo aver impiegato gli interminabili minuti d’attesa a studiare i dettagli della location di Masseria Ferragnano, si inizia a percepire che sta avvenendo qualcosa di magico: ecco sul palco Carmine Tundo, voce e anima del progetto de La municipàl, (qui trovi la scorsa intervista) accompagnato dal Maestro Roberto Mangialardo. Due uomini e due chitarre. A raccontare le storie racchiuse nei brani della band pugliese.

La municipàl

Credo che ricreare un’atmosfera così piena di sensazioni di gioia mista a malinconia, di forza e delicatezza, suonando in acustico, è difficile. Ma la narrazione armonica ed emozionale de la muncipàl è stata da brividi. E di certo, non per il freddo.

Dunque, dopo aver malcelato le lacrime agli occhi, è iniziato il secondo momento di questo primo viaggio post lockdown.

Colapesce e Dimartino tornano a suonare live dopo una pausa (forzata) di otto mesi.

L’aria inizia a vibrare coi synth di Adolescenza nera, il brano dalle sonorità contemporanee. Che lascia il posto ad un’irriverente Cicale. Il concerto prosegue, è uno scambio di battute, musicali e quasi umoristiche.

Non manca infatti il dialogo (improvvisato?) nel brano Il prossimo semestre.

Colapesce e Dimartino ci incantano coi brani del loro nuovo progetto discografico “I Mortali”.

L’atmosfera si fa ancora più energica col brano Luna Araba. Difficile trattenersi seduti.

Iniziano poi i brani dei rispettivi progetti solisti: Dimartino ci racconta dei suoi Giorni buoni; Colapesce ci trasporta su un Satellite. Che si tratti forse di una musica che proviene da un altro pianeta?

La serata prosegue, tra entusiasmo e desiderio di ascoltare. Credo sia un’ardua impresa spiegare cosa vuol dire ascoltare per mesi degli album interi, impararli a memoria, scriverci a riguardo e poi ascoltarli live. Forse non ci sono abbastanza parole. O forse bisogna inventare parole lisergiche.

Riscoprire il piacere dell’ascolto della musica live, significa sentirsi, per un istante, i(m)mortali.

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