Riccardo d’Avino racconta il suo singolo “Zanardi”

Riccardo d’Avino, cantautore torinese, lo scorso dicembre ha pubblicato un singolo dal titolo “Zanardi”, ispirato al noto atleta. Il brano  un invito a non rinunciare mai ai propri sogni e a essere sempre propositivi, nonostante le difficoltà che si possono presentare nel percorso.

Abbiamo scambiato due chiacchiere con l’autore del brano, Riccardo d’Avino.

Come è nata l’idea di scrivere un brano ispirato alla figura di Zanardi?

L’idea è nata in un momento di sconforto della mia vita. È stato allora che ho pensato alla tragica vicenda di Alex Zanardi e di come lui ha reagito. Ho sempre ammirato tantissimo Alex per la sua positività e la sua forza di volontà fuori dal comune, perciò ho scelto la sua vita come metafora della mia: una vita in cui, nonostante tutti i grandi o piccoli ostacoli, c’è sempre la speranza e l’inarrestabile desiderio di ritornare a correre.

Quando è stato registrato il brano? E come è avvenuta la scelta delle sonorità?

Ho registrato la canzone nell’estate del 2019.Queste sonorità sono sicuramente il risultato delle mie influenze musicali. Io amo la canzone d’autore, ma sono anche cresciuto ascoltando l’alternative rock di gruppi come Smashing Pumpkins, Fugazi, Verdena e Zen Circus, dei quali si possono senz’altro sentire diversi richiami.”

Come si “conquista” secondo te la forza di volontà?

Si conquista fermandosi a pensare a quanto si è fortunati a vivere. Suonerà banale, ma spesso tutti noi ce ne dimentichiamo. E quando capisci di essere così fortunato, allora ritrovi tutta l’energia di credere in ciò che sei ed in ciò che vuoi.

Questo brano anticipa qualcosa di più ampio?

 Vorrei pubblicare un nuovoalbum. Sto continuando a scrivere nuovomateriale. Quando avrò un buon numero di canzoni da cui scegliere, allora sarò pronto a registrarlo.”

C’è un brano nella storia della musica italiana che avresti voluto scrivere tu? Qual è?

“Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco. La più bella e malinconica canzone d’amore mai uscita in Italia, secondo me.

Grazie!

Leggi anche l’intervista a Meise!

Share

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisement -
Share
Facebook
Facebook
YouTube
YouTube
Instagram