OK: recensione dell’ultimo album di Gazzelle

Come ti senti Gazzelle? La risposta la si trova nel suo terzo album per Maciste Dischi: OK.

Un tipo di risposta che si da quando la vita non va male ma nemmeno in modo fantastico, e Flavio ha raccontato questo periodo con le 11 tracce di Ok.

Essere tristi e malinconici fa parte un po’ di tutti noi in questo periodo di confinamento fisico ma anche spirituale, fatto di giornate tutte uguali, di un eterno ritorno del tempo in cui la musica ha una sua parte.

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I brani

Il primo singolo Destri, in radio per tutto l’autunno, è una ballad pop, un tormentone che si lega a doppio filo con Però, che ricalca le stesse sonorità e ripetizioni verbali.

Un boost sonoro nuovo, molto anni ’90 e non nego che la mia canzone preferita è Lacri-ma. Una canzona ricca di troncamenti, uno stile che ricalca un po’ quello degli Zero Assoluto, come Gazzelle romani e malinconici, con cui ha collaborato nella canzone Fuori Noi.

L’album inizia con Blu, una cantilena fatta di up e down, quasi un pianto malinconico fatto in musica, come la tristezza che “Nei giorni neri, però/Rimane come una scia”. Il leitmotiv dell’intero album è la fine di un amore che si riversa in tutti gli oggetti, gli sguardi e i suoni e ovviamente le parole.

La title track OK, è il simbolo dell’incomunicabilità di coppia, quando l’amore si spegne in 2 sillabe. Tra synth “Pezzaliani” e ripetizioni a prova di radio OK è il punto centrale di questo album, dopo una crescendo positiva delle canzoni precedenti che discende con 7 e Belva.

L’unico feat in questo album è con Tha Supreme musicalmente eleva il blue-mood di Flavio, avvolgente e liberatoria, Coltellata è breve ma lascia il segno, perché si riascolta che è un piacere.

Scusa è la consacrazione di Gazzelle alla scuola vascorossiana, con il classico “eh” , una ballata chitarra e voce che si spezza con i synth ma poi torna alla voce di Flavio. Infine il romanticismo, il male d’amore e le suonate alla luna, sono racchiusi in Un po’ come noi, una canzone di fine, fine concerto e fine di una storia.

Questo album inizialmente non mi ha del tutto convinto, non mi è sembrato un terzo album ma un terzo punk, un post-post punk di Flavio. Un po’ perché non c’è stata una particolare crescita personale dell’autore, mi è sembrato più un insieme di classici alla Gazzelle. Nell’ascolto più approfondito ho trovato una certa ricercatezza nella composizione e nell’usare il suono delle parole più che il loro significato. 

Di Gemma Laquintana

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